A Natale siamo tutti più buoni Andreas Aceranti - 24/12/2016 A Natale siamo tutti più buoni! Certo! E io sono Maria Antonietta.﷯ Ci piacerebbe essere tutti più buoni. In realtà è solo l’ennesima bugia che ci raccontiamo per sentirci meno in colpa per come ci comportiamo durante l’anno. Dal 26 dicembre fino al 24 dicembre dell’anno dopo ci comportiamo come ci pare, o meglio, come pare al nostro sistema limbico, ai nostri meccanismi di difesa, alle aspettative sociali, ai traumi non elaborati. Poi, quasi magicamente (sarà questa la “magia del Natale”?) diventiamo più buoni. Ma vogliamo davvero far finta di crederci? A Natale non si è più buoni. Si è solo estremamente più cattivi ma non potendolo ammettere troviamo mille scuse. A Natale aumentano gli accessi in pronto Soccorso, i ricoveri, gli arresti e i suicidi. Ma perché? La risposta la devo a Luca. E’ venuto a trovarmi sabato scorso dopo un po’ che non ci vedevamo e mentre si parlava del più e del meno si è finiti sul discorso videogames e appassionati di Fantasy (chi ha letto il nostro libro “Maghi, Streghe e Resurrezioni” sa come la penso in merito) che lui definisce “nerd”. Ed è stata proprio la sua espressione piena di disprezzo che mi ha spinto a pensare al Natale sotto un’altra ottica. Ma per comprendere il mio ragionamento dobbiamo fare un passo indietro e considerare le origini storiche. Tutta la cultura Occidentale è imperniata sul concetto cattolico del Natale cioè la nascita di Gesù. Ma in realtà nessuno conosce il vero compleanno di Gesù! Nessuna data è fornita dalla Bibbia! Ma, allora, viene logico chiedersi perché festeggiamo il 25 dicembre? I primi cristiani certamente avrebbero avuto molti dati fondamentali per determinare quando avrebbe dovuto essere celebrato ma visto che dei cristiani di 2.000 anni fa non ce ne sono più tanti in giro dobbiamo limitarci alla storia a nostra disposizione. La nascita di Gesù, non è avvenuta nell’anno 1, ma verosimilmente un po' prima, in un periodo tra 2AC e 7AC (non c'è un anno 0: gli anni passano da 1AC a 1DC! ). La prima data registrata del Natale celebrato il 25 dicembre fu nel 336dC , durante il periodo dell'imperatore romano Costantino (fu il primo imperatore cristiano romano). Pochi anni dopo, papa Giulio I dichiarò ufficialmente che la nascita di Gesù sarebbe stata celebrata il 25 dicembre. Ci sono molte tradizioni e diverse teorie sul motivo per cui il Natale sia celebrato il 25 dicembre. Una tradizione cristiana sostiene che il giorno in cui a Maria fu detto che avrebbe avuto un bambino molto speciale, Gesù, (chiamato Giorno dell'Annunciazione ) fosse il 25 marzo - ed è ancora celebrata oggi, il 25 marzo. Nove mesi dopo il 25 marzo è il 25 dicembre! Il 25 marzo è stato anche il giorno in cui i primi cristiani pensavano che il mondo fosse stato creato, e anche il giorno in cui Gesù fosse morto. Un’altra ipotesi è che il 25 dicembre potrebbe essere stato scelto anche perché gli antichi pagani festeggiavano il Solstizio d'Inverno nel pieno inverno romano, festa chiamata “Saturnalia” (o “festa dei Saturnali”) e “Dies Natalis Solis Invicti” (tradotto: Compleanno del Sole Invitto) che aveva luogo in dicembre intorno a questa data - quindi era un tempo in cui la gente era già abituata alle festività. Il Solstizio d'Inverno è il giorno più breve, il minor intervallo tra il sorgere e il tramontare del sole. Cade il 21 (o in alcuni casi il 22) dicembre. In Scandinavia, e in alcune altre parti del nord Europa, il solstizio d'inverno è noto come Yule, ed è da dove otteniamo lo Yule Log (tradotto: ceppo di Natale). In Europa orientale la festa di metà inverno si chiama Koleda . ﷯La festività romana dei Saturnali aveva luogo tra il 17 dicembre e il 23 e veniva onorato il dio romano Saturno. Dies Natalis Solis Invicti significa “compleanno del sole invitto” e si teneva il 25 dicembre (quando i romani pensavano che il Solstizio d'Inverno avesse luogo) ed era il giorno in cui veniva festeggiato il “compleanno” del dio pagano del Sole Mithra. Nella religione pagana del mitraismo, il giorno sacro era Domenica ed è da qui che ha origina la parola Sunday (Domenica in inglese, ma letteralmente “giorno del sole” - Sun=sole + day=giorno)! Poi tradutta in latino con Domenica cioè "giorno del Signore" (Dominus) I primi cristiani potrebbero aver dato a questa festività un nuovo significato, per celebrare la nascita del Figlio di Dio, il “Figlio invitto”! (Nella Bibbia in una profezia riguardo il salvatore ebraico, che per i cristiani è Gesù, questi è chiamato “Sole della giustizia”). La festa ebraica delle luci, Hanukkah inizia il 25 di Kislev (mese del calendario ebraico che si verifica circa nello stesso periodo di dicembre).﷯ L’Hanukkah è un termine, ovviamente, ebraico che deriva da chanukkah e significa "inaugurazione" o "dedica", è infatti la festa che commemora la consacrazione di un nuovo altare nel Tempio di Gerusalemme dopo la libertà conquistata dagli ellenici, il regno dei quali, malvagi in "Eretz Israel" nel II secolo a.C., voleva distogliere gli ebrei dalla Torah e soprattutto da alcuni suoi precetti come lo Shabbat ed il Brit Milah. Gesù era un Ebreo, quindi questo potrebbe essere un altro motivo che aiutò la Chiesa primitiva a scegliere il 25 dicembre per la data del Natale ! Il Natale era stato anche celebrato dalla Chiesa primitiva il 6 gennaio, poi sostituito dall'Epifania (che indica la rivelazione che Gesù era il figlio di Dio) e il battesimo di Gesù. Ora l'Epifania celebra principalmente la visita dei Magi al bambino Gesù, ma allora celebrava entrambe le cose. Il Battesimo di Gesù era originariamente considerato più importante della sua nascita, come quando inziò il suo ministero. Ma presto la gente volle un giorno diverso per celebrare la sua nascita. La maggior parte del mondo, utilizza il ' Calendario Gregoriano ' attuato da Papa Gregorio XIII nel 1582. Prima di allora veniva utilizzato il “romano” o Calendario Giuliano (dal nome di Giulio Cesare). Il calendario gregoriano è più preciso del calendario romano che aveva troppi giorni in un anno. Quando fu effettuato il cambio dal calendario giuliano a quello gregoriano, 10 giorni andarono persi, così il giorno che seguì il 4 ottobre 1582 fu il 15 Ottobre 1582. Nel Regno Unito il cambiamento di calendario avvenne nel 1752. Il giorno successivo il 2 set 1752 fu il 14 settembre 1752. Molti ortodossi e chiese copte usano ancora il calendario giuliano e così celebrano il Natale il 7 gennaio (che coincide col 25 del calendario giuliano). E la Chiesa apostolica armena lo celebra il 6 Gennaio! In qualche parte del Regno Unito, il 6 gennaio è ancora chiamata “Old Christmas” (Vecchio Natale), come questo sarebbe stato se il calendario non fosse stato cambiato. I cristiani credono che Gesù sia la luce del mondo, per cui i primi cristiani pensavano che questo fosse il momento giusto per celebrare la nascita di Gesù. Hanno anche acquisito alcuni dei costumi del Solstizio d'Inverno e ha dato loro significati cristiani, come l’agrifoglio, il vischio e persino alcuni canti natalizi! ﷯Il nome “Christmas” (Natale, in inglese) deriva dalla Messa di Cristo (Christ=Cristo + mass=messa). Un servizio di massa (che è talvolta chiamato Comunione o Eucaristia ) dove i cattolici ricordano che Gesù è morto per noi e poi è tornato a vivere. Il servizio “Christ –Mass” era l' unico che a cui era permesso prendere parte dopo il tramonto (e prima dell'alba del giorno successivo), così iniziò la tradizione natalizia della messa di mezzanotte! Così otteniamo il nome di Christ-Mass, poi ridotto a Christmas (Natale). Così, quando nacque Gesù ? C'è una ragione importante e pratica perché Gesù potrebbe non essere nato in inverno, ma in primavera o in autunno! L’inverno è rigido ed è improbabile che i pastori avrebbero potuto stare con le pecore sulle colline (anche perché quelle colline possono essere coperte di neve, a volte). Durante la primavera (marzo o aprile) c'è una festa ebraica chiamata “Pasqua”. Questa festa ricorda quando gli ebrei erano fuggirono dalla schiavitù in Egitto circa 1.500 anni prima che Gesù nascesse. Sarebbero stati necessari un sacco di agnelli durante la festività della Pasqua Ebraica, per essere sacrificati nel Tempio di Gerusalemme. Inoltre gli ebrei di tutto l'Impero Romano pellegrinavano verso Gerusalemme per la Pasqua Ebraica, quindi sarebbe stato un buon momento per i romani per fare un censimento. Maria e Giuseppe stavano andando a Betlemme per il censimento (Betlemme è a circa sei miglia da Gerusalemme). In autunno (settembre o ottobre) c'è la festa ebraica di “Sukkot” o “Festa dei Tabernacoli”. E’ la festa che è menzionata il maggior numero di volte nella Bibbia! Ricorda la vita del popolo di Israele nel deserto durante il loro viaggio verso la terra promessa, la terra di Israele. Durante il loro pellegrinaggio nel deserto essi vivevano in capanne (sukot). La Torah ordina agli ebrei di utilizzare, per la celebrazione della festa, quattro specie di vegetali: il lulav (un ramo di palma), l'etrog (un cedro), tre rami di mirto e due rami di salice. Il cedro viene impugnato separatamente dai rami che invece sono legati assieme con la canapa. Celebra, inoltre, la fine del raccolto. Durante la festa la gente viveva fuori in rifugi temporanei. Molti studiosi della Bibbia, pensano che Sukkot potrebbe essere un probabile momento per la nascita di Gesù perché si adirebbe alla descrizione di esserci “spazio nella locanda”. Inoltre sarebbe stato un buon momento per il censimento romano ﷯Inoltre le possibilità perché la Stella Cometa (derivante da un’apparente congiunzione di Giove nella costellazione del pesci) puntasse Betlemme sono più alte in primavera o in autunno. Natale, quindi, è una data simbolica. Non è una data reale. Non è vera. E pretendiamo di essere veri noi quando diciamo che saremo più buoni? L’idea di essere più buoni è un’ideazione. Un proposito. Un simbolo. Che spesso serve a mettere a tacere la nostra coscienza. Ma perché la nostra coscienza si fa sentire di più in questo periodo? Di cosa ci sentiamo, inconsciamente, in colpa? Tutti, nessuno escluso?! Come dicevo all’inizio, devo la mia riflessione al mio amico Luca e al suo disprezzo. Chiariamo cos’è il disprezzo. Il disprezzo è il senso di superiorità morale. Il sentirsi moralmente e intellettualmente superiori a un altro. E, di riflesso, considerare l’altro inferiore. La derisione, l’umiliazione, il considerare senza valore le cose che sono importanti per l’altro, sono tutte forme di disprezzo. Pensiamo alla mamma che guarda il bambino e gli dice “non puoi capire, tanto sai solo un bambino”; o al marito che risponde alla moglie “ma cosa vuoi capirne tu?”; al genitore che guarda il figlio con un costante sguardo di disapprovazione o al collega che denigra costantemente. Il disprezzo serve a proteggerci dai nostri sensi di inferiorità, di inadeguatezza. Ci protegge dalle aspettative altrui e dallo scontento che gli altri potrebbero provare quando non siamo in grado di soddisfare queste aspettative. I bambini che vivono nella deprivazione emotiva con genitori che non li fanno sentire amati, con una madre schizofrenogena (per maggiori dettagli sulla madre schizofrenogena rimando alla nostra opera “Sei libro di dirmi di sì”), o bambini che vengono continuamente messi alla prova (ad esempio coi voti di scuola o con i risultati sportivi) o che vengono costretti a crescere in fretta, sono obbligati a sviluppare un tratto narcisistico che permetta loro di sopravvivere. Componente fondamentale del tratto narcisistico è il disprezzo. Atteggiamenti e frasi che traboccano di disprezzo compaiono continuamente nella vita di tutti. Ma alcuni sono più patologici di altrui. Dipende quanto sono pervasivi. Ecco qui a seguito alcune delle frasi che mi hanno più colpito tra quelle ce ho raccolto nelle ultime settimane da alcune situazioni che conosco: - Lei è una bigotta di merda (con rabbia) - E’ proprio un nerd (ridendo) - E’ solo una donna (con superiorità) - Cosa vuoi capirne tu che fai l’impiegata? (con rabbia) - È inutile che stia qui a spiegartelo, non capiresti (detto con calma e pacatezza) - Qual è il tuo secondo fine? (scritto via sms) - Ah! ah! hai detto una cosa da nerd! (con tono scherzoso) - Sei uscita con uno e non l’hai nemmeno voluto scopare? Che sfigata! (con derisione) Il disprezzo va oltre il tono. Va oltre il modo con cui vengono dette le cose. Il disprezzo è strettamente legato al contenuto e al significato letterale del contenuto: serve a sminuire l’altro fino a far sentire noi meglio.﷯ Riguardiamo le frasi di cui sopra e leggiamole col filtro del disprezzo: - Lei è una bigotta di merda: mi arrabbio perché lei trova rifugio nella sua fede e io non ci riesco - E’ proprio un nerd: non riesco a sopportare che riesca a essere così in contatto col suo bambino interiore cosa che io non posso fare perché sono troppo ferito - E’ solo una donna: non posso ammettere che una donna mi metta in difficoltà perché ho dei conflitti irrisolti con mia madre - Cosa vuoi capirne tu che fai l’impiegata: non posso accettare che una persona meno qualificata di me e che fa un lavoro meno qualificato del mio sia riuscita a fare un’osservazione alla quale o non avevo pensato - È inutile che stia qui a spiegartelo, non capiresti: non posso permettermi di spiegarti questa cosa perché potresti capirla e non avrei più in mano io le redini del gioco - Qual è il tuo secondo fine: non posso accettare che tu faccia qualcosa in modo disinteressato perché questo mi obbligherebbe ad ammettere che mi vuoi bene e non avrei più motivo di trattarti male - Ah! ah! hai detto una cosa da nerd: non posso ammettere che quello che hai detto abbia una sua logica perché questo distruggerebbe la logicità “matura” che mi serve per sopprimere i miei traumi infantili - Sei uscita con uno e non l’hai nemmeno voluto scopare? Che sfigata!: Non posso accettare che tu riesca a godere della sola presenza di una persona senza farci sesso perché dovrei ammettere che io non riesco perché sono una persona vuote e il mio aspetto fisico è l’unica cosa attraente di me Se impariamo a leggere il disprezzo in quest’ottica non ci sarà difficile comprendere la sofferenza interiore degli altri. I canti di Natale, gli addobbi, le feste in famiglia fanno riemergere le nostre paure. Le paure di non essere all’altezza, delle critiche dei parenti, di non aver cucinato abbastanza bene, di non avere la casa abbastanza pulita e, in questo particolare momento storico, di non potersi permettere il regalo adeguato. Il Natale è un simbolo, scelto con cura dagli storici e dalla chiesa per far collimare una serie di situazioni incompatibili tra loro. Credo che il miracolo dei Saturnali sia proprio questo: riuscire a mettere tutti d’accordo pur pensando in modi completamente diversi e avendo credenza totalmente incompatibili tra loro. A Natale vanno alla Messa cattolica quelli che non ci vanno per tutto l’anno; fanno l’albero di Natale quelli che durante tutto l’anno bruciano boschi interi; si trovano a mangiare coi parenti quelli che per un anno intero li evitano come la peste; spendono centinaia di euro in cibi e bevande quelli che per tutto l’anno contano i centesimi; si presentano alla porta per farti gli auguri quelli che ti hanno ignorato per tutto il resto dell’anno. E non solo i cattolici, tutti vivono il Natale. Anche se è una festa prettamente cattolica. Credo che il Natale sia un esempio della impareggiabile capacità umana di vivere le contraddizioni. Il problema è che quanto viviamo le contraddizioni e le ipocrisie si creano dentro di noi i conflitti che richiedono l’attivazione di determinati meccanismi di difesa (veda il lettore le nostre opere “Neurofisiologia e psicobiologia delle emozioni” e “Se non sei mio non sarai di nessuno” per maggiori dettagli sui meccanismi di difesa e le loro dinamiche). Attivare il disprezzo è un ottimo sistema per mettere a tacere le nostre contraddizioni interne. Ci si trova con persone sapendo che criticheranno tutto e tutti, ma questo ci impone la società. Io festeggio il Natale. Io amo il Natale. Soprattutto amo tutto quello che il Natale comporta. Gli amici (quelli veri), i giorni di ferie da passare in famiglia (facendo un lavoro che mi porta spesso lontano e all’estero il tempo che trascorro coi miei genitori è davvero poco), il camino, il divano. Insomma tutto quello che nel resto dell’anno non posso fare per carenze di tempo o di occasioni. ﷯A Natale siamo tutti più buoni. Abbiamo capito che non è vero. A Natale siamo tutti più ipocriti. Anche questo non è del tutto vero. A Natale siamo tutti in conflitto perché ci sentiamo pressati dalle aspettative sociali e familiari e temiamo gli esiti per cui siamo più sprezzanti del solito. A questo ci credo. A Natale facciamo ciò che socialmente è atteso per mettere a tacere il nostro senso di inadeguatezza che ci accompagna per tutto l’anno. Anche a questo credo. A Natale nasce Gesù Bambino. Abbiamo visto che non è vero. Avanzo quindi una nuova proposta: Essendo il Natale un simbolo scelto arbitrariamente per far collimare credenze e convinzioni, anziché essere più buoni, fare regali, visitare persone, sorridere fino ad avere i crampi alla faccia facciamoci dei propositi più accessibili. Suggerirei: a Natale saremo tutti meno sprezzanti, a Natale frequenteremo solo le persone che ci fa piacere vedere e, dulcis in fundo, almeno a Natale smetterò di dire a mio figlio che se non mangia tutte le lasagne qualcuno in Africa morirà per colpa sua. Tutto ciò premesso.... Buon Natale, senza speranza di più soldi, serenità, pace e qualunque altra cosa per cui conta più darsi da fare che sperare dormendo sugli allori e su cui gli auguri non hanno alcun potere, ma con l'augurio sincero di riuscire a sentirci, con l'anno nuovo, talmente bene con noi stessi e in pace con noi, col nostro Dio e col nostro passato da non avere più bisogno di odiarci, criticarci e disprezzarci a vicenda. Auguri tantissimi, natalizissimi, jinglebellissimi! Auguri ai simpatici e agli antipatici invece no! (Elio e le storie tese – “Auguritantissimi!”)
Quick Links:
Istituto Europeo di Scienze Forensi e Biomediche

Privacy policy

Cookie policy

Legal disclaimer

Sede legale:
Via Piercapponi, 83;
21013 Gallarate (VA); Italy
Tel:+39 - (0)331-142.05.42
Fax:+39 - (0)331.142.05.39
Email: info@fbi-bau.eu
CF e PI 91062300123
Iscritto al Registro Europeo al n. 29136422481-94
Iscritto all'Anagrafe Nazionale delle Ricerche del MIUR cod 61212was

Ente di Formazione e Ricerca senza scopo di lucro