﷯Istituto Europeo di Scienze Forensi e Biomediche

DIPARTIMENTO DI

NEUROSCIENZE DEL COMPORTAMENTO

REGISTRO DEGLI ANALISTI COMPORTAMENTALI

L’ analisi comportamentale implica lo studio delle inferenze fatte dall’osservazione dell’atteggiamento di un’altra persona.

 

Le persone spesso associano comportamenti specifici, tipo la mancanza di contatto degli occhi, con l’inganno. Ma, in realtà, possono esserci molte ragioni per cui una persona può evitare il contatto oculare con il suo interlocutore e queste nulla hanno a che fare con la menzogna; tra tali motivazioni troviamo, ad esempio, la cultura di appartenenza.

 

 

Quotidianamente, noi mettiamo in atto dozzine, se non centinaia, di inferenze basate sull’osservazione comportamentale; ad esempio, intuiamo se una persona è arrabbiata, se qualcuno è attratto da noi, se nostro figlio ha fame, se due persone si odiano, se un nostro caro non sta prendendo le medicine.

 

Questo fenomeno è così naturale ed automatico, da farci dimenticare che, alla base delle inferenze, esiste un vero e proprio processo mentale.

 

Ad esempio: sentiamo piangere un bambino di sei settimane nella culla. Il bambino viene nutrito ogni 4 ore ed è stato allattato l’ultima volta circa 4 ore fa. In passato, il pianto si è placato quando il bambino è stato alimentato; ergo: il bambino ha fame.

 

Quando si effettua questa analisi comportamentale, la nostra mente, per essere completamente accurata, dovrebbe pensare: “Quell’uomo è probabilmente arrabbiato“, “Penso che quella ragazza mi piaccia“, “Credo che il mio bambino abbia fame“.

 

In questo articolo andremo ad analizzare le inferenze inerenti alla rilevazione della menzogna, soprattutto in un ambiente controllato. Al fine di rilevare l’inganno, ci sono due grandi inferenze che vengono fatte attraverso l’ analisi comportamentale.

 

 

 

 

Le aree intervento degli iscritti al Registro degli Analisti Compotamentali dell'Istituto Europeo di Scienze Forensi e Biomediche sono le seguenti:

Consulenza investigativa – peritale – giudiziaria

Consulenza professionale – aziendale

 

in ambito privato: individuale, di coppia, familiare, di gruppo;

in ambito scolastico: consulenza e supervisione a educatori, insegnanti, operatori alla relazione d’aiuto; laboratori di gestione emozionale, creatività, consapevolezza corporea rivolti a bambini, adolescenti, giovani; orientamento scolastico e professionale;

in ambito sociale: religioso, interculturale;

in ambito organizzativo: presso aziende pubbliche e private; consulenza a dirigenti, quadri, funzionari, dipendenti, gruppi di lavoro; orientamento professionale e selezione del personale;

in ambito socio-sanitario: presso aziende socio-sanitarie; consulenza al personale;

in ambito sportivo: consulenza tecnica per allenatori e giocatori.

 

 

Attualmente la professione di Analista Comportamentale è inquadrata all’interno delle cosiddette professioni non-ordinistiche, ovvero regolamentate da un’Associazione Professionale.

 

È prevista una formazione specifica, tenuta attualmente sia da Istituti di formazione privati e/o da Università ad integrazione della propria preparazione professionale; tale percorso formativo è richiesto dall'Istituto per poter essere iscritti ed è strutturato, nella durata e nei contenuti, sulla base di programmi internazionali.

 

Per il mantenimento della qualifica, ogni professionista deve effettuare un monte ore di aggiornamento e formazione permanente stabilito dall’Istituto.

 

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