﷯Istituto Europeo di Scienze Forensi e Biomediche

STATUTO

 S T A T U T O DELL'ORGANIZZAZIONE NON LUCRATIVA DI UTILITA’ SOCIALE (ONLUS)

EUROPEAN FORENSICS AND BIOSCIENCE INSTITUTE

(Istituto Europeo di Scienze Forensi e Biomediche)

 

 

 

 

CAPITOLO 1: DENOMINAZIONE, SEDE, SIMBOLO, SCOPI, FUNZIONI E ATTIVITA’

 

ARTICOLO 1

E' costituita in virtù degli articoli 10 e 33 della Costituzione, l'Associazione denominata

EUROPEAN FORENSICS AND BIOSCIENCE INSTITUTE (Istituto Europeo di Scienze Forensi e Biomediche). Essa ha durata illimitata.

 

ARTICOLO 2

Essa ha sede in Gallarate (VA), via Piercapponi, 83

Può essere indicata anche con le sigle eFBI oppure EFBI oppure EuropeanFBI - Ha per simbolo un’aquila dorata che sovrasta una corona d’alloro, il tutto in un disco d’oro a sua volta inserito in un disco a sfondo blu che reca le scritte: sopra “Forensics and Bioscience Institute” e sotto “Behaviour Analisis Unit”. Il tutto circondato da una corona stellata.

 

ARTICOLO 3

L’Associazione ha scopi culturali, scientifici, sportivi e socio-assistenziali e soprattutto ha lo scopo di svolgere attività di formazione permanente.

L’Associazione, che non ha fini di lucro, intende stipulare accordi con altri Enti ed Università al fine di offrire il miglior servizio agli utenti.

 

ARTICOLO 4

L'Istituto ha titolo di svolgere le seguenti funzioni per esplicare gli scopi che ne caratterizzano la sua costituzione;

1) istituire e gestite corsi per l'Orientamento Universitario e Professionale, corsi di insegnamento teorico-pratico a carattere formativo, informativo, di aggiornamento, di specializzazione, di qualificazione, di riconversione e di avviamento professionale, nonché di alfabetizzazione, di integrazione culturale e linguistica, di recupero;

2) attuare progetti formativi, ciò anche per conto di Enti e/o di Istituzioni pubbliche e private mediante la stipula di particolari convenzioni;

3) curare:

a) l’organizzazione e la gestione di corsi di aggiornamento per docenti, dirigenti scolastici

e dirigenti funzionari di amministrazioni pubbliche, private e aziendali;

b) la formazione dei docenti preordinata sia all’istruzione che all’integrazione degli alunni in

situazioni di handicap nelle scuole di ogni ordine e grado;

c) l’organizzazione nel suo seno di sezioni sociali per minoranze etniche, per portatori di handicap e per la terza età o comunque soggetti sociali appartenenti alle fasce della marginalizzazione;

4) promuovere corsi per l’apprendimento di lingue straniere da parte di cittadini, corsi di aggiornamento linguistico, artistico, umanistico, etc. per giovani studiosi italiani e stranieri, favorendo di conseguenza l'interscambio turistico - culturale, promuovere corsi per l'educazione agli adulti.

5) la promozione, l’organizzazione e la gestione di corsi, percorsi formativi a favore dei soci e di interessati appartenenti a categorie esclusive, con l’eventuale produzione di materiale didattico, stampa, audiovisivi, opere multimediali, articoli di vestiario, gadgets, nonché attività ricreative e di tutoraggio per le scuole ed altri Istituti in genere;

6) la promozione e l’organizzazione di feste, cene, serate danzanti, allo scopo di promuovere la conoscenza tra i soci;

7) l’organizzazione di gite, viaggi, soggiorni per effettuare e raggiungere eventi di spettacolo, mostre, convention, congressi, saloni internazionali;

8) avanzare proposte ad Enti Pubblici e Privati partecipando attivamente alle forme decentrate di gestione del potere locale;

9) fornire consulenze specialistiche in campo medico, criminologico, psicologico, ingegneristico, di marketing, merceologico, di formazione, selezione del personale, architettonico, chimico, letterario, legale, economico e commerciale;

10) organizzare corsi teorico-pratici con dissezioni anatomiche presso università europee e non per promuovere la conoscenza della medicina e della scienza medica in generale;

 

 

L'Istituto potrà pure:

1) predisporre un centro di documentazione a favore dei soci ed un servizio di pubblica lettura per quanti siano interessati ad attività di studio e di ricerca;

2) curare anche in forma diretta, e indiretta in coproduzione, la produzione editoriale di libri, di prodotti multimediali ed altre edizioni editoriali, nonché la distribuzione e vendita;

3) curare anche in forma diretta, e indiretta in coproduzione, la produzione editoriale di riviste scientifiche e divulgative le cui uscite non saranno periodiche ma a seconda delle disponibilità del materiale da pubblicare;

4) promuovere e sviluppare indagini sociometriche, demografiche, ambientali, statistiche, di mercato, di economia politica ecc, da finalizzarsi a fini socioculturali;

5) avvalersi o dotarsi di mezzi multimediali per l’ informazione e la comunicazione di massa;

6) favorire l'estensione delle proprie attività socio-culturali attraverso forme consortili con altre organizzazioni democratiche;

7) promuovere la costituzione di Istituti, laboratori e centri per la ricerca culturale, sociale e scientifica;

8) proporsi come struttura di servizi per associazioni, categorie e centri che, perseguono finalità che coincidono anche parzialmente, con gli scopi statutari;

9) attivare un osservatorio con centro operativo per salvaguardia dei beni culturali ed ambientali;

10) contribuire allo sviluppo culturale e civile dei lavoratori e dei cittadini e alla sempre più ampia diffusione della democrazia e della solidarietà nei rapporti umani e fra i popoli, alla pratica ed alla difesa delle libertà civili individuali, e collettive;

11) avanzare proposte al Parlamento, agli Enti Pubblici locali quali Consigli Comunali e Circoscrizionali, Assessorati alla Cultura delle Regioni o della Amministrazione Provinciale, Provveditorato agli Studi, Università Statali degli Studi, Università Popolari, Ordini Professionali e Associazioni di categoria, Associazioni Scientifiche e non, Scuole ed Istituti, per una adeguata concordata programmazione socioculturale sul territorio;

12) garantire attività preventive ed integrative per la tutela della salute pubblica;

13) organizzare un servizio di protezione civile finalizzato alla formazione della coscienza civile, alla previsione, alla prevenzione nonché al soccorso ed alla assistenza in caso di calamità;

14) organizzare servizi socio-culturali ed assistenziali rivolti ai soggetti sociali appartenenti alle fasce della marginalizzazione diretti a prevenire e rimuovere situazioni di bisogno, di emarginazione e di disagio, favorendo il più possibile il mantenimento o il reinserimento della persona nel proprio nucleo familiare e comunque nel normale ambiente di vita istituendo parimenti centri di orientamento, di accoglienza e di supporto per i medesimi e per gli extracomunitari

15) promuovere forme di assistenza domiciliare tese a migliorare le condizioni di sofferenti e bisognosi;

16) rendersi tramite a che si stringano e si intensifichino relazioni, dì amicizia e culturali tra altre associazioni senza scopo di lucro e quelli appartenenti ad analoghe associazioni, sia italiane sia straniere onde migliorare la reciproca comprensione e il più frequente scambio di idee;

17) istituire borse di studio per corsisti, studenti e ricercatori, purché meritevoli, per pregresse manifestazioni di cultura, siano essi appartenenti o meno ai sodalizio;

18) esplicare la propria opera anche attraverso l'interscambio continuo dì informazioni di programmi ed attività culturali tra le varie Istituzioni oltre che dei metodi di insegnamento risultati più idonei;

19) istituzionalizzare, svolgere e favorire le attività formative nel settore del restauro;

20) attivare iniziative atte ad incrementare l’uso sociale del tempo libero;

21) occuparsi di formazione e promozione sportiva nelle discipline più congeniali all’ambiente alle richieste dei cittadini nei rapporti con l’associazione stessa;

22) costituire un fondo di solidarietà sociale attraverso contribuzioni spontanee, contributi versati dagli associati nelle forme e nei modi stabiliti dal Consiglio Direttivo, proventi dalle proprie attività promozionali e ogni altro contributo di Enti e privati a favore delle iniziative che rientrano nella sua sfera di azione.

 

L’Istituto potrà inoltre:

1)  indire, per il raggiungimento dei propri fini, istituzionali, convegni, manifestazioni culturali, meeting, seminari, congressi, conferenze, simposi, mostre, dibattiti, stage e corsi di formazione pratica, aste e lotterie sociali, gare e premi a carattere locale e nazionale, in forma diretta e/o indiretta con altre associazioni e con il patrocinio dello Stato, della Regione, dell’UE, degli Enti Locali, di altre istituzioni pubbliche e private, nonché delle Autorità Religiose, comprese le Curie Vescovili;

2)  promuovere ogni forma di turismo sociale;

3) organizzare strutture ricreative, punti di ristoro, spacci e mense sociali;

4) utilizzare i contributi e le sovvenzioni di Enti pubblici e privati, nazionali e internazionali per offrire la propria assistenza e consulenza in ognuno dei campi in cui svolge la propria attività e per le attività previste dallo Statuto;

5) encomiare, e, nei limiti della disponibilità del fondo sociale, premiare chiunque si sia distinto nella realizzazione degli scopi dell’Associazione;

6) istituire Albi onorifici;

7) rilasciare tessere, distintivi, attestati, diplomi, trofei e similari;

8) compiere qualsiasi operazione ritenuta necessaria a comunque opportuna per il conseguimento dell’oggetto sociale, comprese le compravendite e le permute di beni immobili e di beni mobili soggetti a registrazione; la stipula di mutui e la concessione di pegno o ipoteca relativamente ai beni sociali; la concessione di fidejussioni e altre malleverie;

9) svolgere ed organizzare in proprio o in collaborazione con altri organismi o Enti Pubblici o privati conferenze, mostre fotografiche, mostre di arte e di pittura, esibizioni musicali, attività culturali, seminari, incontri, borse di studio, corsi di formazione e aggiornamento, convegni attinenti allo scopo sociale e qualsiasi tipo di attività nell’ambito della cultura e della comunicazione;

10) aderire, stipulare accordi di collaborazioni con associazioni, Istituti e Organizzazioni nazionali ed estere, che non perseguano finalità in contrasto con lo statuto dell’Istituto;

11) gestire, anche per conto terzi, attività di carattere culturale e di consulenza e qualsiasi altra iniziativa atta ad agevolare la preparazione culturale e professionale riferita alle finalità;

12) stabilire contatti nazionali ed internazionali con istituti od Organizzazioni;

13) promuovere, gestire spazi al chiuso o all’aperto per organizzare eventi;

14) promuovere, produrre, distribuire, vendere, pubblicare e diffondere materiale editoriale, fotografico ed artistico, audiovisivo, culturale, didattico, pubblicazioni e materiali, anche in conto terzi, che non siano in contrasto con lo Statuto;

15) acquisire, gestire, produrre pubblicità, produrre e vendere stampati quali periodici, libri, materiale audiovisivo, filmati, fotografie cartacee e non, materiale multimediale attinenti allo scopo associativo;

16) reperire e gestire fondi, attrezzature ed immobilizzazioni per raggiungere lo scopo sociale;

17) progettare e realizzare eventi formativi negli ambiti sopra indicati.

 

Tutte le attività potranno essere svolte in modo gratuito o anche a pagamento. Per l’attuazione dei propri scopi l’Istituto potrà assumere od ingaggiare artisti, conferenzieri, esperti o altro personale specializzato estraneo all’Istituto.

 

Eventuali attività di natura commerciale saranno svolte in maniera non prevalente e sussidiaria rispetto all’attività culturale.

 

L'Istituto può comunque organizzare e gestire anche con strutture collaterali, attività lecite, utili per il raggiungimento delle finalità dell'Associazione.

 

ARTICOLO 5

L'Istituto è un'Associazione apartitica, asindacale ed aconfessionale a carattere volontario che si propone scopi culturali e scientifici nonché sportivi e socio assistenziali senza finalità di lucro.

 

 

CAPITOLO 2: SOCI

 

ARTICOLO 6

Il numero dei soci è illimitato.

All'Istituto possono aderire tutti i cittadini italiani e stranieri di ambo i sessi.

Potranno, inoltre essere soci Associazioni e circoli aventi attività e scopi non in contrasto con quelli dell'Istituto.

Potranno infine essere soci Enti pubblici e privati aventi finalità e scopi socio-culturali ed umanitari. Sono soci le persone ed Enti la cui domanda di ammissione verrà accettata dal Consiglio Direttivo e che verseranno all'atto dell'ammissione la quota di associazione.

 

I soci Si distinguono in:

SOCI FONDATORI: sono coloro che hanno partecipato alla costituzione dell'Associazione, non sono tenuti al pagamento della quota sociale e di eventuali quote integrative contributive, e straordinarie.

SOCI ORDINARI: sono coloro che con il loro apporto culturale, scientifico, professionale e finanziario contribuiscono ai bisogni ed alla vita dell'Istituto.

Come i soci fondatori, quelli ordinari sono tenuti al pagamento della quota sociale e di eventuali quote integrative straordinarie contributive e straordinarie.

 

La quota o contributo associativo è intrasmissibile ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte e non rivalutabilità della stessa.

 

SOSTENITORI E BENEMERITI: Sono coloro che con apporti economici, lasciti e donazioni consentono il perseguimento degli scopi istituzionali dell'Associazione.

Essi non sono tenuti né al versamento della quota sociale annuale, né di eventuali quote integrative straordinarie.

 

ONORARI: sono coloro che per particolari meriti o considerazioni siano, dal Consiglio Direttivo, ritenuti in grado, anche senza alcuna partecipazione finanziaria, di conferire lustro all'Istituto

Le persone fisiche e giuridiche considerati “sostenitori, benemeriti ed onorari” ricevono la qualifica di socio al solo fine onorifico, pertanto non fanno ne prendono parte alla vita associativa.

L’associazione è disciplinata da un uniforme rapporto e di modalità associative volte a garantire l'effettività del rapporto medesimo, escludendo espressamente la temporaneità della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori d'età il diritto di voto per l'approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell'associazione.

 

I docenti che intendono espletare 1'insegnamento in seno all'Istituto devono formulare richiesta al Consiglio direttivo aderendo all’Associazione. L'insegnamento si intende volontario e non retribuito; saranno eventualmente riconosciuti i rimborsi delle spese.

 

ARTICOLO 7

Solamente i soci fondatori ed i soci ordinari in regola con il versamento della quota prevista hanno diritto a voto deliberativo nell'Assemblea ordinaria e straordinaria.

 

ARTICOLO 8

Per essere ammessi al sodalizio nella qualità di socio ordinario è necessario presentare al Consiglio Direttivo domanda recante le complete generalità del richiedente, la dichiarazione di attenersi al presente Statuto, ad eventuali regolamenti interni, alle deliberazioni degli organi sociali; l'istanza dovrà essere supportata dal parere favorevole di almeno due soci fondatori, ordinari o affiliati benemeriti.

 

ARTICOLO 9

L'ammissione del socio ordinario all'Istituto sarà deciso dal Consiglio su presentazione dell'istanza.

Nel caso di domande respinte, l'interessato potrà presentare ricorso sul quale, si pronuncerà in via definitiva l'assemblea Ordinaria nella sua prima convocazione.

Nel caso di ammissione, il socio avrà diritto all'iscrizione previo pagamento della quota sociale.

 

ARTICOLO 10

Le iscrizioni decorrono dal 1° gennaio dell'anno in cui la domanda è accolta.

 

ARTICOLO 11

La qualità di socio fondatore e ordinario si perde per:

- decesso;

- dimissioni da comunicarsi per iscritto almeno tre mesi prima dello scadere dell'anno;

- decadenza e cioè per la perdita di qualcuno dei requisiti in base ai quali è avvenuta l'ammissione (cessazione della qualità di socio);

- indegnità (radiazione), a tale scopo il Consiglio direttivo procederà entro il primo mese di ogni anno sociale alla revisione dell'elenco dei soci;

- morosità.

 

ARTICOLO 12

I soci esclusi per morosità potranno, su domanda, essere riammessi alla Associazione con pagamento delle quote insolute. I soci radiati per indegnità potranno ricorrere contro provvedimento alla prima Assemblea Ordinaria. Quelli che hanno perso la qualità di socio potranno essere riammessi, qualora rientrino in possesso dei requisiti previsti.

l

ARTICOLO 13

Tutti i soci hanno pienamente titolo a partecipare alla vita dell'Associazione, e possono offrire all'Istituto la propria opera di docenti nel settore professionale corrispondente al titolo di studio posseduto, purché in possesso dei requisiti richiesti dal presente Statuto.

 

CAPITOLO 3: ASSEMBLEA

 

ARTICOLO 14

L'Associazione nell'Assemblea ha il suo organo sovrano. Tutti i soci fondatori e ordinari, hanno diritto di partecipare all'Assemblea sia ordinaria che straordinaria, nel rispetto dei principii della eleggibilità libera degli organi amministrativi; del voto singolo di cui all'art. 2532, comma 2, del codice civile; della sovranità dovuta agli associati o partecipanti; dei criteri e di idonee forme di pubblicità delle convocazioni assembleari; delle relative deliberazioni, dei bilanci o rendiconti.

 

ARTICOLO 15

L'Assemblea viene convocata in via ordinaria almeno una volta ogni 3 anni entro il 30 settembre per:

- l'approvazione del bilancio consuntivo e preventivo;

- la nomina dei componenti il Consiglio Direttivo;

- l'approvazione delle linee generali del programma di attività con i rispettivi stanziamenti;

- le modifiche dell'atto costitutivo e dello Statuto;

- tutto quant'altro ad essa demandato per legge o per Statuto.

 

ARTICOLO 16

L'Assemblea può inoltre essere convocata tanto in sede ordinaria che in sede straordinaria, su decisione del Consiglio Direttivo o su richiesta, indirizzata al Presidente, di questo, di almeno un terzo dei soci fondatori e ordinari nel loro insieme.

 

ARTICOLO 17

Le Assemblee ordinarie e straordinarie sono convocate con preavviso di almeno quindici giorni: in caso di urgenza, il termine di preavviso può essere ridotto a 7 giorni. L'avviso di convocazione dell'Assemblea deve indicare, oltre l'ordine del giorno contenente gli argomenti da trattare, anche il luogo, il giorno e l'ora della prima e della seconda convocazione.

L'assemblea straordinaria delibera sulle modifiche statutarie, sullo scioglimento dell'associazione e sulla devoluzione del suo patrimonio.

 

ARTICOLO 18

L'Assemblea ordinaria e straordinaria è validamente costituita con la partecipazione in prima convocazione della metà più uno dei Soci Fondatori e Ordinari; in seconda convocazione di almeno un terzo degli stessi.

E' ammesso l'intervento per delega da conferirsi per iscritto esclusivamente ad altro socio Fondatore o Ordinario; è vietato il cumulo delle deleghe in un numero superiore a due.

 

ARTICOLO 19.

L'Assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio direttivo, in mancanza del Vice presidente. In mancanza di entrambi 1'Assemblea nomina un Presidente. I verbali della  riunione dell'Assemblea sono redatti dal Segretario Generale in carica o in sua assenza da persona designata dal Presidente qualora risulti assente il Segretario organizzativo.

In casi eccezionali può fungere da segretario un Notaio. Se lo ritiene opportuno, il Presidente può nominare due scrutatori.

Spetta al Presidente dell'Assemblea di constatare la regolarità delle deleghe ed in genere il diritto di intervento al1'assemblea.

 

ARTICOLO 20

L'Assemblea ordinaria delibera sia in prima che in seconda convocazione con il voto favorevole di almeno un quarto dei soci fondatori e ordinari; l'Assemblea Straordinaria delibera sia in prima che in seconda convocazione con il voto favorevole di almeno la metà più uno dei Soci Fondatori e ordinari. Gli affiliati potranno intervenire alle adunanze, ma con voto meramente consultivo.

 

ARTICOLO 21

L'Assemblea vota normalmente per alzata di mano. Il segretario Generale dovrà redigere, almeno quindici giorni prima della data fissata per l'Assemblea, l'elenco aggiornato completo dei soci in possesso dei requisiti di eleggibilità che hanno presentato la propria candidatura e affiggerlo all’Albo sociale presso la sede dell'Istituto

Le votazioni avvengono esprimendo tante preferenze per quanti sono i. componenti dell'organo elettorale da eleggere. Vengono proclamati eletti i candidati che hanno raggiunto il maggior numero di voti.

Sulle contestazioni relative alle operazioni elettorali, il seggio decide immediatamente a maggioranza.

Su parere unanime degli aventi diritto al voto, è possibile votare su lista bloccata.

Sulle operazioni di voto il seggio redige apposito verbale per la proclamazione dell'esito da parte del Presidente.

 

CAPITOLO 4: AMMINISTRAZIONE

 

ARTICOLO 22

L'Associazione è amministrata dal Consiglio Direttivo che nomina nel proprio seno un Presidente, un vice Presidente e il Segretario Generale, ove a tali nomine non abbia provveduto 1'Assemblea.

Il consiglio Direttivo è composto da un minimo di tre ad un massimo di nove Consiglieri eletti fra i soci fondatori e ordinari dell'Assemblea. Durano in carica per tre anni e sono rieleggibili.

 

ARTICOLO 23

Il Consiglio elegge nel suo seno anche il Tesoriere, il Segretario organizzativo e fissa gli incarichi degli altri consiglieri in ordine all'attività svolta dall'Istituto per il conseguimento dei fini sociali nonché le competenze di ciascun componente.

 

ARTICOLO 24

E' riconosciuto ai Consiglio Direttivo, in caso di dimissioni di uno o più membri dello stesso e ove non fossero disponibili i primi dei non eletti nell’ultima tornata elettorale il potere di cooptare altri membri fino ad un massimo di un terzo dei componenti.

 

ARTICOLO 25

Possono far parte del Consiglio Direttivo, con voto consultivo, anche i rappresentanti di Istituzioni culturali di grandi Aziende, di Enti quali Regioni, Provincia e Comuni, Banche, designati dai medesimi su proposta del Consiglio Direttivo, i nonché rappresentanti delle Curie Vescovili.

 

ARTICOLO 26

Il Consiglio Direttivo si riunisce in un unica convocazione, possibilmente una volta ogni trimestre e comunque ogni qualvolta il Presidente lo ritenga necessario o quando lo richiedano tre componenti.

 

ARTICOLO 27

Le riunioni del Consiglio sono valide con la presenza di almeno la maggioranza dei suoi componenti e sono presiedute dal Presidente o, in sua assenza, da un Vice Presidente e da un Consigliere designato dai presenti. Le deliberazioni sono prese con voto favorevole della maggioranza dei presenti; in casi di parità prevale il voto espresso dal Presidente.

 

ARTICOLO 28

Il Consiglio Direttivo deve essere convocato con preavviso di almeno quindici giorni, oppure di otto giorni, in caso di urgenza. Il Consigliere che sarà assente per tre volte consecutive non giustificate alle riunioni del Consiglio Direttivo sarà dichiarato decaduto.

 

ARTICOLO 29

Le sedute e le deliberazioni del Consiglio sono fatte constatare da processo verbale sottoscritto dal presidente e dal Segretario Generale. I consiglieri, il segretario ed il Presidente sono tenuti a mantenere la massima riservatezza sulle decisioni consiliari.

Soltanto il Consiglio, con specifica delibera, ha facoltà di rendere note quelle delibere alle quali sia opportuno e conveniente dare pubblicità.

 

ARTICOLO 30

Il Consiglio Direttivo deve:

- redigere i programmi di attività sociale previsti dallo Statuto sulla base

delle linee approvate dall'Assemblea dei soci;

- curare l'esecuzione delle delibere dell'Assemblea;

- redigere i bilanci;

- elaborare e far approvare da parte dell'Assemblea il regolamento di funzionamento;

- compilare i progetti per l'impiego dei residui di bilancio da sottoporre all'Assemblea;

- approvare, per la stipula, tutti gli atti e contratti di ogni genere inerenti all'attività sociale;

- determinare l'importo delle quote associative, integrative e contributive ed il costo della tessera sociale;

- deliberare l'istituzione, la sospensione e la radiazione dei soci;

- deliberare l'istituzione di dipartimenti e di settori operativi nonché di sedi decentrate e/o di rappresentanze.

Il Consiglio Direttiva ha tutti gli altri poteri per l'amministrazione del patrimonio dell'Associazione e per la gestione delle entrate ordinarie e straordinarie della medesima.

 

ARTICOLO 31

Il Consiglio Direttivo nell'esercizio delle sue funzioni può avvalersi di comitati, commissioni consultive o di studio e di esperti, nominati dal Consiglio stesso e composte da soci e non soci.

 

ARTICOLO 32

Il Consiglio Direttivo dura in carica tre anni e comunque fino all’ Assemblea Ordinaria che precede il rinnovo delle cariche sociali.

 

ARTICOLO 33

I membri del Consiglio non riceveranno alcuna remunerazione in dipendenza della loro carica, salvo eventualmente rimborso delle spese sostenute, per cui nessun compenso è dovuto ai Membri del Consiglio Direttivo stesso.

 

ARTICOLO 34

Il Presidente del Consiglio Direttivo dirige l'Associazione e ha la rappresentanza politica ed istituzionale di essa a tutti gli effetti di fronte a terzi ed in giudizio, in particolare nei confronti delle altre Università, delle istituzioni pubbliche, degli organi di Governo, delle Associazioni di cultura e di formazione e degli Enti ed organi comunitari ed internazionali.

 

ARTICOLO 35

Al Presidente è demandata:

- la firma degli atti sociali che impegnino l'Associazione sia nei riguardi dei soci che dei terzi;

- l'attuazione delle delibere dell'Assemblea e del Consiglio direttivo;

- la nomina, di concerto con il Segretario Generale, dei responsabili di dipartimento e di settore, le cui mansioni saranno stabilite in apposito regolamento;

- l'assunzione, di concerto con il Segretario Generale, del personale di adibire, a seconda delle esigenze, ai vari servizi;

- la firma di tutti gli atti per quanto occorra circa l'esplicazione degli affari;

- la cura dell'osservanza dello Statuto, promuovendone la riforma qualora si renda necessario. Il Presidente adotta in caso di urgenza, salvo ratifica nella

-prima riunione successivo dell'Organo competente., i provvedimenti di spettanza del Consiglio direttivo, sentito il comitato di presidenza che è composto dal Presidente stesso, dal Vice Presidente, dai Segretari Generale Organizzativo, dal Tesoriere e da un Consigliere designato dal Consiglio Direttivo.

 

Il Comitato di Presidenza ha, altresì, compiti di ausilio nella:

- individuazione dei progetti per l'attuazione dei programmi;

- proposizione di integrazione e aggiornamento dei programmi e variazioni di bilancio;

- istituzione e regolamentazione del funzionamento di Commissioni , comitati anche consultivi e nomina di esperti e rappresentanti;

- verifica della rispondenza dei risultati della gestione amministrativa agli indirizzi generali impartiti;

- nomina, su proposta del Segretario Generale, dei quadri e dei dipendenti;

- delibera su eventuali uffici distaccati, su ricorsi o su costituzioni in giudizio e sulla risoluzione transattiva e stragiudizionale delle vertenze.

 

ARTICOLO 36

Il Presidente può delegare, ove lo ritenga opportuno, ad uno o più consiglieri parte dei suoi compiti in via transitoria o permanente, nonché la trattazione di questioni di sua spettanza.

 

ARTICOLO 37

Al Segretario Generale, oltre i compiti di cui è menzione negli articoli precedenti competono le funzioni di vertice dell'Amministrazione ed i poteri di coordinamento e verifica di quanti effettivamente operano nell'ambito dell'Associazione. Ha diritto di proposta in fatto di organizzazione, disponendo sulle procedure per la gestione dell'attività, sui limiti di valore delle spese e sull'adozione delle misure inerenti la costituzione e la gestione del rapporto di lavoro: Il Segretario Organizzativo è preposto ai fatti di organizzazione delle attività e di funzionamento degli Uffici e sedi, con la responsabilità dell'impegno delle risorse umane e strumentali.

Il Tesoriere ha il compito di gestire le risorse finanziarie (entrate per contributi, entrate derivanti da servizi resi agli associati ed a terzi, finanziamenti per programmi e progetti, entrate patrimoniali, ecc.). E' responsabile della contabilità e cura la completa formazione dei documenti contabili. Gestisce un fondo specifico per l'attività economale.

 

 

CAPITOLO 5: PATRIMONIO E BILANCIO

 

ARTICOLO 38

Il Patrimonio dell'Istituto è costituito dalla sua dotazione iniziale e dal fondo sociale.

 

ARTICOLO 39

La dotazione iniziale è costituita dai contributi dei soci fondatori in termini di materiale formativo.

 

ARTICOLO 40

Il fondo sociale è indivisibile ed è costituito:

- dal patrimonio mobiliare ed immobiliare di proprietà dell'Istituto;

- dalle contribuzioni dei soci;

- dalle liberalità, anche testamentarie, a favore del sodalizio;

- dalle contribuzioni dei soci;

- dalle liberalità, anche testamentarie a favore del sodalizio;

- dalle contribuzioni di persone ed enti pubblici e privati,ivi comprese le erogazioni liberali di cui all'art. 60, comma 2° lettera A del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 597;

- dei proventi delle iniziative promosse dall'Associazione;

- da ogni altro provento che affluisca;

- dal fondo di riserva.

Spetta al Consiglio Direttivo programmare e disporre gli investimenti del patrimonio.

 

ARTICOLO 41

L’associazione ha l’obbligo di redigere e di approvare annualmente un rendiconto economico come da normativa vigente.

 

ARTICOLO 42

Le somme versate per la tessera, per le quote sociali ed integrative, non sono rimborsabili in nessun caso.

 

CAPITOLO 6: NORME FINALI GENERALI

 

ARTICOLO 43

L'anno accademico decorre dal 1° gennaio di ogni anno, durante il quale si svolgeranno i corsi sia a carattere fondamentale che a carattere complementare.

Eventuali corsi semestrali saranno decisi dal Consiglio Direttivo. L'esercizio sociale inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno.

 

ARTICOLO 44

Scioglimento dell’Associazione

Lo scioglimento dell’Associazione può avvenire con decisione dell’Assemblea in seduta straordinaria con il voto favorevole dei due terzi (2/3) degli Associati presenti all’Assemblea in prima convocazione purché questi rappresentino almeno il cinquanta percento più uno (50%+1) del corpo Sociale. Tale delibera è ritenuta valida quando votata due terzi (2/3) dei presenti all’Assemblea in seconda convocazione che sarà fissata a distanza di almeno una settimana dalla prima.

In caso di scioglimento della Associazione, per qualunque causa, il patrimonio sarà devoluto ad altra associazione di finalità analoghe o ad organizzazione non lucrativa di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito l'organismo di controllo di cui all'art. 3 comma 190 della legge 23 dicembre 1996 n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge vigente al momento dello scioglimento.

La scelta del beneficiario, se non imposta per legge, è deliberata dall’Assemblea su proposta del Consiglio Direttivo, con la maggioranza qualificata prevista per lo scioglimento dell’Associazione.

L'eventuale deliberazione di trasformazione o scioglimento dell'Associazione è presa dall'assemblea straordinaria del soci. Deliberata lo scioglimento, l'Assemblea nominerà uno o più liquidatori, del patrimonio sociale determinandone i compiti. Il ricavato netto della liquidazione verrà devoluto a favore di un Ente culturale o di beneficenza che verrà designato dall'assemblea dei soci.

 

ARTICOLO 45

La struttura organizzativa e particolari norme di funzionamento e di esecuzione del presente statuto sarà disposta con regolamento da approvarsi, su proposta del Presidente d'intesa con il Segretario Generale e sentito il Comitato di presidenza.

 

ARTICOLO 46

Per tutto quanto non previsto si fa espresso rinvio alle norme di legge in materia.

 

CAPITOLO 7: ORGANIZZAZIONE, DOCENTI, STUDENTI

ARTICOLO 47

L'Istituto è organizzato in 6 Dipartimenti, e 1 Centro di Ricerca e Unità di Analisi Comportamentale.

I 6 Dipartimenti sono coadiuvati in tutte le loro attività dal Centro di Ricerca e Unità di Analisi Comportamentale che si occupano di fornire supporto per tutto ciò che riguarda l'impatto sul comportamento umano e gli studi ad esso associati. I Dipartimenti ad ora in essere nell'Istituto sono:

 

1) Dipartimento di Scienze Giuridiche e Forensi: si propone la promozione della cultura e della ricerca scientifica nelle branche del diritto al fine di contribuire ad una convivenza civile improntata allo sviluppo della persona umana. Si occupa inoltre delle scienze Investigative e Forensi.

 

2) Dipartimento di Scienze Biomediche e della Nutrizione: La missione del Dipartimento è il miglioramento del grado delle conoscenze nel settore della medicina e dei processi biologici ad essa collegati ed il trasferimento delle nuove conoscenze al mondo della salute, dello sport e dell'alimentazione. Questo processo di trasferimento avviene attraverso l’integrazione tra scienze statistico-epidemiologiche, informatiche, ingegneristiche, chimico-farmaceutiche e biologiche di base finalizzate a vari aspetti della conoscenza delle malattie, dai meccanismi che sottendono le stesse, all’inquadramento nosografico ed epidemiologico, alla diagnostica per immagini e biochimica, alla terapia. Gli obiettivi sono pertanto finalizzati alla tutela della salute dei cittadini, al sostegno dell'industria del settore, nonché al supporto del Sistema Sanitario Nazionale, con particolare riferimento ai campi d’ intervento e di studio strategici nel settore della salute

 

3) Dipartimento di Scienze Psicologiche e Criminologiche: promuove e coordina la ricerca e la didattica in varie aree della psicologia, tra cui: psicologia generale e cognitiva, neuroscienze cognitive e neuropsicologia, psicobiologia e psicofisiologia, neurobiologia del comportamento, psicologia della personalità e delle differenze individuali e culturali, psicologia delle emozioni e delle motivazioni, psicologia del lavoro e delle organizzazioni, psicologia della salute, clinica e di comunità, psicometria e valutazione psicologica, profiling e analisi comportamentale.

 

4) Dipartimento di Scienze Investigative e della Sicurezza: L'attività del Dipartimento mira a diffondere la conoscenza delle tecniche di investigazione e della sicurezza sia sociale sia privata. Si occupa anche delle tecnologie di prevenzione e ricerca del crimine.

 

5) Dipartimento di Biomeccanica applicata e terapie complementari: il Dipartimento si propone come centro di sviluppo innovativo delle interrelazioni disciplinari e progettuali tra diversi settori dell’area medica: osteopatia, anatomia, naturopatia e le altre medicine alternative, complementari e olistiche.

 

6) Dipartimento di Scienze Matematiche e Statistiche: il dipartimento si occupa di sostenere tutti gli altri Dipartimenti coi suoi specialisti e organizza eventi e corsi riguardanti le scienze della matematica, della statistica, dell’ingegneria e e delle altre discipline matematiche.

 

7) Centro di Ricerca e Unità di Analisi Comportamentale: L'Istituto ha un programma di ricerca vibrante nel campo della criminologia, del profiling, dell’analisi comportamentale e della sicurezza, dell’analisi di condanna e punizione, della politica e del  controllo del crimine, di prevenzione ed assistenza alle vittime, della comunicazione e della criminalità in famiglia.

I suoi membri sono impegnati a collegare il lavoro sociale e criminologico alle più attuali problematiche delle scienze sociali, relativamente all’analisi per la prevenzione del crimine e la sua punizione; a unire approcci sociologici e normativi per l'analisi della personalità umana, del crimine e della giustizia; e di lavorare nei punti di intersezione tra la psicologia, la criminologia e la politica.

Questi sono anche gli approcci allo studio della personalità, del crimine e della giustizia penale che formano l'insegnamento presso l'Istituto e lo rendono un ambiente intellettualmente stimolante e collegiale in cui studiare analisi comportamentale e criminologia diventano anche un impegno sociale oltre che solo un carico nozionistico.

Inoltre l'Istituto promuove la scienza dell'analisi comportamentale applicata attraverso l'educazione , la formazione, la ricerca e i servizi alle persone , famiglie e organizzazioni a livello locale , regionale, nazionale ed internazionale. Attualmente , la nostra componente di servizio è in fase di sviluppo, tuttavia, il Centro è a disposizione di privati, studi legali, tribunali, società, forze dell’Ordine.

L'Istituto è formato da due entità distinte ma di eguale importanza e intercorrelate tra loro che lavorano a stretto contatto ed interfacciandosi continuamente al fine di ottenere un impegno sinergico che porti al raggiungimento dell’obiettivo prefissato nel progetto: il Dipartimento Ricerca e Formazione (DRF) e l’Unità Analisi Comportamentale (UAC).

L'Istituto mira a organizzare iniziative che promuovano la conoscenza e lo sviluppo del mondo delle scienze comportamentali, del crimine e delle investigazioni, del management e delle scienze sociopsicologiche ponendosi come punto di riferimento autorevole nel panorama internazionale. Allacciando stretti rapporti con personalità internazionali, vuole sottolineare l'universalità delle scienze sociopsicologiche, criminologiche e criminalistiche e la necessità di un sempre maggior scambio di competenze.

L'Istituto è un organismo che si rivolge innanzitutto agli ambienti di formazione come scuole, università, società scientifiche e associazioni culturali promuovendo convegni o tavole rotonde; vuole però rendere i propri contributi e i contenuti delle sue attività immediatamente applicabili al mondo reale, con particolare interesse alla sicurezza, all’editoria settoriale, alle indagini e cold case, fornendo il proprio apporto a iniziative che si muovano con scopi consoni a quelli statutari sia nel campo della Ricerca sia della Formazione.

La missione dell’Unità di Analisi Comportamentale (UAC) è di fornire supporto operativo per casi complessi e time-sensitive e per altre questioni attraverso la valorizzazione delle esperienze sui casi, tramite l'istruzione, la formazione specialistica e la ricerca applicata.

 

Commissioni e Comitati:

1) Commissione Scientifica: si occupa della valutazione, della revisione e dell’approvazione dei contenuti scientifici di lezioni, articoli, libri, pubblicazioni, interventi, slide e ogni altro tipo di materiale a sfondo scientifico. Valuta inoltre la validità e la correttezza scientifica di ricerche e eventi.

2) Comitato Etico: si occupa della valutazione, della revisione e dell’approvazione dei contenuti etici di lezioni, articoli, libri, pubblicazioni, interventi, slide e ogni altro tipo di materiale a sfondo etico. Valuta inoltre la political correctness di ricerche e eventi.

 

Gli Uffici sono:

1) Segreteria Generale: si configura non solo come servizio di informazione e prima accoglienza, ma anche come punto di riferimento per esperire alcune pratiche e/o procedimenti che riguardano l’Istituto; la Segreteria diventa quindi punto primario di accesso e contatto dell’Istituto.

 

2) Segreteria Organizzativa e Segreteria Didattica: La creazione di uno sportello dedicato e informazioni mirate per target specifici di utenza, risponde all’esigenza di offrire agli studenti comunicazioni utili e rilevanti, rispetto alle loro necessità e interessi. Target diversi, infatti, hanno diverse modalità di accesso e fruizione dei servizi e, quindi, devono essere raggiunti attraverso azioni mirate. Al fine di poter progettare azioni di comunicazione e di erogazione dei servizi, è necessario conoscere i propri utenti, ed in particolare le loro richieste ed esigenze. Per fare ciò, l’Istituto attua processi di monitoraggio dell’utenza che permettono di definire in modo più chiaro possibile le sue caratteristiche. Le informazioni sugli utenti sono raccolte in una prospettiva di segmentazione dei pubblici di riferimento , vale a dire di suddivisione dei destinatari di un servizio in base a criteri omogenei, in modo tale da comporre gruppi o sottogruppi che, al loro interno, comprendano soggetti con caratteristiche simili.

 

3) Ufficio Relazioni col Pubblico (URP): Gli obiettivi più specifici possono essere così sintetizzati:

a. rendere più semplice e veloce l’erogazione di un servizio o la diffusione di informazioni;

b. incrementare la trasmissione degli atti e della documentazione in via telematica, evitando così il passaggio di materiale cartaceo;

c. semplificare e alleggerire il lavoro di altri uffici, commissioni e comitati;

d. diffondere una cultura orientata all’utente, alla comunicazione, alla trasparenza e alla collaborazione tra il personale appartenente ai diversi uffici dell’ente.

Inoltre, per riuscire a creare servizi che siano costruiti ad hoc rispetto alle necessità degli utenti, l’URP può avvalersi di specifici strumenti conoscitivi o ricorrere a determinate tecniche quale, ad esempio, quella del marketing relazionale attraverso il quale l’Istituto implementa un sistema di raccolta e gestione delle informazioni che riguardano l’utente, in modo da poterlo coinvolgere nella costruzione stessa del servizio ed offrirgli risposte più mirate in relazione alle sue esigenze. Allo stesso modo, l’URP può attivare un sistema di CRM (Citizen Relationship Management), che ugualmente consente di ottenere dati e informazioni preziose per personalizzare i servizi e renderli sempre più rispondenti ai bisogni dei cittadini.

Siccome organizzare il servizio di contatto con l’utenza, verso una logica integrata, non comporta soltanto una riprogettazione a livello di front office, ma al contrario richiede un cambiamento soprattutto per quanto riguarda il piano del back office, l’URP ha il compito di provvedere ad istituire e a strutturare le proprie informazioni, pratiche e procedure in modo da renderle accessibili e disponibili agli altri uffici o servizi, e di mantenere aggiornati e corretti i contenuti di propria competenza. Si coordina con i diversi commissioni e dipartimenti, segreterie, commissioni e comitati in modo da garantire da un lato l’effettivo flusso informativo, e dall’altro una standardizzazione e una classificazione omogenea delle informazioni. L’URP si occupa della creazione di strumenti condivisi di archiviazione e gestione delle informazioni e la diffusione di nuovi strumenti e comunicazione telematica che rendano più facile e veloce la creazione di banche dati comuni, lo scambio di informazioni, il contatto tra organi diversi. Attraverso alcuni strumenti, come la rete intranet, il portale, mailing list, forum o instant messaging, infatti, gli altri collaboratori, anche lontani fisicamente, possono essere sempre interconnessi.

 

4) Ufficio Stampa (US): Il compito dell’ufficio stampa è quello di assicurare l’elaborazione e l’attuazione efficace dei programmi per la diffusione corretta dell’immagine aziendale. Persegue questo scopo attraverso il reperimento, la selezione, la predisposizione e la divulgazione di obiettivi, contenuti e risultati aziendali. A tale fine, l’ufficio stampa mantiene e potenzia i rapporti con i mass media e con gli organismi istituzionali e associativi del giornalismo.

Ma l’ufficio stampa non organizza soltanto le informazioni per i media ma interpreta anche i segnali che provengono da i media.

In concreto l’ufficio stampa, insieme agli altri comparti della comunicazione e all’URP, contribuisce ad aumentare l’influenza, a rafforzare i prestigio, a costruire un’immagine positiva dell’organizzazione e a consolidarla con il passare del tempo.

Le funzioni principali dell’Ufficio Stampa sono:

a. Selezionare il flusso di informazioni provenienti dall’Istituto e tradurle in notizie interessanti per i media.

b. Individuare, selezionare, classificare i centri di informazione di interesse per l’impresa, individuando il destinatario finale “giusto”.

c. Consolidare e organizzare, in maniera continuativa e organizzata, il rapporto con i giornalisti.

d. Captare e valutare i temi di fondo che sono di volta in volta in voga tra i giornalisti. Individuare tempestivamente il delinearsi di nuove tendenze che potrebbero influenzare la stampa è fondamentale per fornire informazioni in sintonia con gli argomenti sviluppati e ricercati dai media.

e. Monitorare le azioni e le linee adottate dalla concorrenza.

 

ARTICOLO 48

Tutti i docenti dell'Istituto sono in possesso di qualifiche adatte e sostengono un realistico carico di lavoro.

 

Requisiti Accademici e professionali per i docenti.

I docenti possiedono qualifiche commisurate al livello al quale essi insegnano. Questo significa che ogni membro dell'Unità possiede un titolo riconosciuto (o equivalente) almeno un livello accademico sopra la qualifica per la quale gli studenti sono in preparazione. Professionalmente sono aggiornati nel loro campo di specializzazione sia in termini di metodi di insegnamento sia di teoria.

Tutti i membri dei Dipartimenti sono volontari visto che l'Istituto è un Istituzione no-profit e tutti hanno una propria professione in materia di istruzione, formazione e professionalmente applicativa dei concetti insegnati. Insegnanti, assistenti e volontari che non hanno un lavoro a tempo pieno nell'istruzione, nella formazione o che non esercitano quanto insegnano non sono mai autorizzati ad insegnare da soli. Sarà solo permesso loro di tutorare gli studenti durante esercitazioni e workshop.

A tutti i docenti è richiesto di approvare il presente Statuto.

 

Titoli di studio richiesti ai docenti:

 

Associate / Certificate / Diploma.

Per essere eletti come membri del corpo docente i candidati devono possedere un Master nella loro area di insegnamento. I docenti che si occupano del tutoraggio degli studenti durante le sessioni di pratica / workshop devono possedere almeno lo stesso Associate / Certificate / Diploma relativo al corso al quali gli studenti si sono iscritti e almeno 5 anni di esperienza nella/e materia/e del/i modulo/i per cui svolgono il tutorato.

 

Vocational Bachelor.

Per essere eletti come membri del corpo docente i candidati devono possedere un Master nella loro area di insegnamento. I docenti che si occupano del tutoraggio degli studenti durante le sessioni di pratica / workshop devono possedere almeno lo stesso Vocational Bachelor relativo al corso al quali gli studenti si sono iscritti e almeno 7 anni di esperienza nella/e materia/e del/i modulo/i per cui svolgono il tutorato.

 

Academic Bachelor.

Per essere eletti come membri del corpo docente i candidati devono possedere (o stare studiando per ottenere) un Dottorato nella loro area di insegnamento che risponda alle norme nazionali universitarie del "First Cycle" dell’accordo quadro EHEA. I docenti chesi occupano del tutoraggio degli studenti durante le sessioni di pratica / workshop devono possedere almeno lo stesso Academic Bachelor relativo al corso al quali gli studenti si sono iscritti e almeno 7 anni di esperienza nella/e materia/e del/i modulo/i per cui svolgono il tutorato.

 

Vocational Master.

Per essere eletti come membri del corpo docente i candidati devono possedere un livello di Dottorato nella loro area di insegnamento e inoltre devono possedere (o stare studiando per ottenere) un Master in formazione. I docenti che si occupano del tutoraggio degli studenti durante le sessioni di pratica / workshop devono possedere almeno lo stesso Vocational Master relativo al corso al quali gli studenti si sono iscritti e almeno 9 anni di esperienza nella/e materia/e del/i modulo/i per cui svolgono il tutorato.

 

Accademic Master

Per essere eletti come membri del corpo docente i candidati devono possedere (o stare studiando per ottenere) un Dottorato nella loro area di insegnamento che risponda alle norme nazionali universitarie del "Second Cycle" (si veda il Glossario 4.6) dell’accordo quadro EHEA e devono inoltre possedere (o stare studiando per ottenere) un Master in formazione. I docenti che si occupano del tutoraggio degli studenti durante le sessioni di pratica / workshop devono possedere almeno lo stesso Accademic Master relativo al corso al quali gli studenti si sono iscritti e almeno 9 anni di esperienza nella/e materia/e del/i modulo/i per cui svolgono il tutorato.

 

Vocational Doctorate

Per essere eletti come membri del corpo docente i candidati devono possedere un livello di Dottorato nella loro area di insegnamento e inoltre devono possedere un Master in formazione e devono possedere l'abilitazione per l'insegnamento. I docenti che si occupano del tutoraggio degli studenti durante le sessioni di pratica / workshop devono possedere almeno lo stesso Vocational Doctorate relativo al corso al quali gli studenti si sono iscritti e almeno 10 anni di esperienza nella/e materia/e del/i modulo/i per cui svolgono il tutorato.

 

Accademic Doctorate

Per essere eletti come membri del corpo docente i candidati devono possedere un livello di Dottorato nella loro area di insegnamento e inoltre devono possedere un Master in formazione. I docenti che si occupano del tutoraggio degli studenti durante le sessioni di pratica / workshop devono possedere almeno lo stesso Vocational Doctorate relativo al corso al quali gli studenti si sono iscritti e almeno 10 anni di esperienza nella/e materia/e del/i modulo/i per cui svolgono il tutorato.

 

In casi eccezionali, e in particolare all'interno dei livelli vocazionali, docenti senza queste qualifiche, ma con provata capacità ed esperienza sono accettabili. Per ricoprire tale posizione, il richiedente deve fornire la prova e le referenze di esperienza e competenza.

 

ARTICOLO 49

Al fine di determinare se una persona ha le caratteristiche giuste per insegnare una determinata materia, l'Istituto si riferisce al Decreto Misteriale 22 emesso dal Governo Italiano il 9 Febbraio 2005 e relativi allegati A (DM 22 del 2011/09/02, Allegato A ).

 

ARTICOLO 50

L'Istituto ha stabilito i seguenti requisiti per essere ammessi a uno dei Registri specialistici:

• età minima anni 25

• godere il pieno esercizio dei diritti civili

• essere di condotta irreprensibile, non aver riportato condanne per reati previsti dall’ordinamento penale nè comunque essere indiziati di reato

• residenza o domicilio o dichiarata operatività nell’ambito della Repubblica Italiana

• specifica competenza nella specialità richiesta, da comprovarsi tramite documentazione attestante l’esercizio peritale nei 5 anni precedenti la presentazione della domanda

• non avere precedenti radiazioni da Ordini, Collegi o Associazioni professionali

• documentata autorizzazione da parte delle Amministrazioni interessate (per i pubblici dipendenti)

 

 

ARTICOLO 51

La qualità di Iscritto al Registro si perde:

a) – per dimissioni che devono essere notificate dall’interessato al Collegio, mediante lettera raccomandata, entro il trenta settembre dell’anno precedente l’effettiva dichiarata cessazione: il dimissionario è comunque tenuto al pagamento della intera quota dell’anno in corso;

b) – per morosità recidiva a due specifici solleciti e che viene accertata e dichiarata dal Comitato di Presidenza, sessanta giorni. L’eventuale riammissione è subordinata al completo pagamento di tutte le quote arretrate con la maggiorazione del 10% a titolo di concorso spese;

c) – per decadenza su delibera del Comitato di Presidenza, a seguito della perdita da parte dell’Iscritto di no dei requisiti in base ai quali è stata concessa l’ammissione: in questo caso, fermo restando l’ obbligo del pagamento della quota associativa per l’anno in corso, egli può ricorrere al Consiglio Direttivo entro trenta giorni dalla comunicazione per la decisione definitiva;

d) – per radiazione deliberata dal Comitato di Presidenza, su proposta della Commissione di Disciplina in conseguenza di comportamenti lesivi al prestigio della categoria e per gravi infrazioni ed eccezionali motivi che rendano incompatibili l’ulteriore permanenza nel Collegio.

Contro la suddetta delibera è ammesso ricorso al Consiglio Direttivo, entro trenta giorni dalla comunicazione, per la decisione definitiva.

L’eventuale riammissione non potrà avvenire, comunque, se non siano trascorsi almeno cinque anni dal   definitivo provvedimento di radiazione, o dall’intervenuta riabilitazione da parte dell’Autorità Giudiziaria, fermo restando il possesso degli altri requisiti fissati per la normale ammissione.

La cessazione della qualità di Iscritto, in relazione ad uno dei provvedimenti sopra elencati comporta l’obbligo da parte dell’interessato, di restituire la tessera e l’attestato di appartenenza al Collegio (attestato rilasciatogli al compimento del terzo anno di iscrizione) e di non più usare timbri, stemmi o diciture riguardanti il Collegio Stesso.

Prima dell’adozione di provvedimenti disciplinari relativi agli eccezionali motivi di cui ai punti c) e d) il Comitato di Presidenza ha facoltà di proporre al Consiglio Direttivo la costituzione di apposita Commissione di Disciplina composta da tre membri.

 

 

ARTICOLO 52

Special Access

Per corsi estemporanei, seminari e corsi di formazione specialistica l'Istituto determinerà i criteri di accesso di volta in volta

Detto semplicemente, se un candidato adulto o anziano è in grado di dimostrare che la sua esperienza, professionale o personale, ha prodotto risultati paragonabili agli esiti di una certificazione rilasciata dall'Istituto, la sua domanda di ammissione sarà presa in considerazione e valutata. In linea generale i criteri di questo paragrafo si applicano ad un candidato che abbia superato i 40 anni di età e che non abbia tentato di ottenere titoli di studi (con risultati negativi) negli ultimi 5 anni. Per l'accesso a questi studenti, l'Istituto ha sviluppato questionari specifici, report di auto-valutazione e procedure per la raccolta e la certificazione di esperienze professionali e personali. Attraverso questa politica, gli studenti maturi possono essere ammessi ai corsi di Diploma o superiori. Non sono richiesti requisiti devono essere soddisfatte per i programmi di Associate e di Certificate.

 

ARTICOLO 53

Formazione Propedeutica.

Un'altra possibile soluzione per gli studenti senza le necessarie qualifiche di accesso formale è l'offerta di formazione propedeutica. Questa politica può essere utilizzata per essere ammessi solo a programmi di formazione professionale (Vocational). Per l'anno propedeutico, l'Istituto ha sviluppato obiettivi, un set di risultati di apprendimento del programma che mira a realizzare e il piano dettagliato curricolare da utilizzare. La durata e il contenuto di questo curriculum è anche specificato e valutato dall'Istituto prima della sua attuazione, caso per caso.

 

ARTICOLO 54

Gli accessi speciali in qualsiasi programma sono limitati al 20% del corpo studentesco. L'Istituto controlla le iscrizioni che vengono trattate secondo le disposizioni di accesso speciale per garantire che standard elevati di selezione siano mantenuti. In generale, per ogni studente ammesso attraverso un accesso speciale, l'Istituto registra nel file dello studente:

1. le circostanze che giustificano l'uso di disposizioni speciali per l'accesso;

2. quale soluzione/i l'Istituto intende adottare e perché (esame di ammissione, valutazione delle esperienze, l'anno propedeutico, ecc);

3. dettagliate procedure, programmi e materiali che verranno utilizzati in attuazione di tali disposizioni speciali;

4. nella sua relazione annuale l'Istituto deve dare una breve descrizione di ciascun studente ammesso attraverso disposizioni speciali. L'Istituto monitora il rendimento di coloro che vengono ammessi in base allo "Special Access" e confronta i loro voti finali con gli studenti ammessi con procedura di selezione  normale. Se i voti sono costantemente e significativamente più bassi, l'Istituto si riserva il diritto di rivedere i criteri di ammissione per lo "Special Access".

 

 

 

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